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Comunicazione ISTAT per gli affitti brevi

Ogni mese, oltre agli ospiti, c'è un numero da consegnare: quante persone sono arrivate nel tuo appartamento, da dove venivano e quante notti hanno dormito. È la comunicazione dei flussi turistici, quella che nel linguaggio di tutti i giorni si chiama comunicazione ISTAT.

È un adempimento che si confonde facilmente con altri, perché passa da portali che a volte si occupano anche della questura o del codice identificativo. In realtà ha una finalità sua, la statistica, e un percorso suo: dal proprietario alla Regione, dalla Regione all'Istituto nazionale di statistica.

Questa guida spiega cos'è la comunicazione ISTAT per gli affitti brevi, quando riguarda anche chi affitta un solo appartamento, in cosa si distingue dalla comunicazione in questura, come funziona in due Regioni prese ad esempio e cosa si rischia a non farla. Le regole cambiano da Regione a Regione: ogni riferimento è linkato alla fonte istituzionale che lo contiene, e per il tuo caso il punto di partenza resta il sito della tua Regione.

Cos'è la comunicazione ISTAT dei flussi turistici?

È l'invio mensile dei dati su arrivi e presenze degli ospiti, che serve all'ISTAT per l'indagine sul «Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi». Non contiene i nomi degli ospiti: conta quante persone sono arrivate, quante notti si sono fermate e da dove provenivano.

L'ISTAT descrive l'indagine come «un'indagine censuaria condotta mensilmente», che «si avvale della compartecipazione delle regioni o delle province»: i modelli di rilevazione sono compilati dai titolari degli esercizi ricettivi e trasmessi agli enti locali del turismo (ISTAT, Movimento degli esercizi ricettivi). Censuaria vuol dire che non si lavora su un campione: si chiedono i dati a tutte le strutture.

La comunicazione del 2026 che la Regione Veneto ha inviato alle strutture del suo territorio aggiunge i dettagli che contano per chi affitta. L'indagine si fa in attuazione del Regolamento (UE) n. 692/2011 sulle statistiche europee del turismo; per ciascun mese dell'anno si chiedono informazioni sugli arrivi e sulle presenze dei clienti stranieri e italiani, «distinti in base al Paese estero o la provincia di residenza»; e i dati raccolti «potranno essere utilizzati esclusivamente per fini statistici» (Regione del Veneto, Informazioni sulla rilevazione ISTAT 2026).

La stessa lettera chiarisce il fondamento dell'obbligo: la fornitura dei dati mensili richiesti dall'ISTAT «è obbligatoria ai sensi dell'art. 7 del d.lgs. n. 322/1989» e del decreto che approva il Programma statistico nazionale, con il codice d'indagine IST-00139. Il proprietario, però, non scrive all'ISTAT: consegna i dati all'ente intermedio della propria Regione, che li elabora e li trasmette.

Riguarda anche chi affitta a breve termine?

Dipende dalla Regione, e nelle due prese qui ad esempio la risposta è sì. La Lombardia e il Veneto hanno esteso per legge la comunicazione dei flussi a chi dà in locazione un alloggio per finalità turistiche, anche senza essere un'impresa.

Il punto merita una spiegazione, perché la sola pagina ISTAT potrebbe far pensare il contrario. Tra le unità di rilevazione l'ISTAT elenca, fra le strutture extralberghiere, gli «alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale» (ISTAT, Movimento degli esercizi ricettivi). La lettera veneta del 2026 descrive invece il campo dell'indagine come tutte le strutture ricettive operanti sul territorio nazionale, «compresi gli alloggi privati» (Regione del Veneto, Informazioni sulla rilevazione ISTAT 2026). A colmare la distanza sono le leggi regionali.

In Lombardia la norma è l'articolo 38, comma 8, della legge regionale 27 del 2015: tutte le strutture ricettive, «nonché gli alloggi o porzioni degli stessi dati in locazione per finalità turistiche», sono tenuti «alla comunicazione dei flussi turistici» (L.R. Lombardia 27/2015, art. 38). Lo stesso articolo, al comma 1 bis, assoggetta le locazioni turistiche gestite in forma non imprenditoriale e le locazioni brevi alla comunicazione di inizio attività al Comune.

In Veneto la Regione scrive che «i titolari di strutture ricettive e i locatori di alloggi turistici» comunicano per via telematica i dati richiesti, cioè arrivi e presenze degli ospiti in forma aggregata per provenienza, con riferimento all'articolo 13, comma 5, della legge regionale 11 del 2013 (Regione del Veneto, Area operatori).

Se affitti in un'altra Regione, la domanda da porre al sito regionale del turismo è la stessa: la legge regionale include le locazioni turistiche tra i soggetti tenuti alla comunicazione dei flussi?

Che differenza c'è con la comunicazione in questura?

Sono due adempimenti diversi e vanno fatti entrambi. La comunicazione in questura trasmette le generalità di ogni ospite per ragioni di pubblica sicurezza, a ogni arrivo; la comunicazione ISTAT trasmette numeri aggregati per fini statistici, con cadenza mensile.

Le FAQ della piattaforma lombarda lo dicono in modo diretto. Alla domanda se, usando il sistema regionale dei flussi, si debbano comunque comunicare i dati alla questura tramite Alloggiati Web, la risposta è: «Si, il caricamento degli ospiti sul portale della Questura AlloggiatiWeb è obbligatorio» (FAQ Ross 1000, Regione Lombardia). La piattaforma può generare il file da caricare su Alloggiati Web, ma il caricamento resta un passaggio separato.

La Regione Veneto descrive lo stesso meccanismo per ROSS1000: il titolare, una volta registrati i dati degli alloggiati, «può generare il file che poi deve caricare autonomamente nella piattaforma "Alloggiati Web"» (Regione del Veneto, ROSS1000).

Tempi, destinatari e regole della comunicazione agli organi di polizia sono spiegati nella guida sulla comunicazione in questura degli affitti brevi tramite Alloggiati Web. Il quadro di tutti gli obblighi, dal CIN alla cedolare secca, è invece nella panoramica sulla normativa degli affitti brevi nel 2026.

Come e dove si invia, regione per regione?

Si invia online, sulla piattaforma che la propria Regione mette a disposizione, entro una scadenza mensile fissata dalla Regione stessa. Non esiste un portale nazionale unico: ogni Regione sceglie lo strumento, il modo di ottenere le credenziali e il termine.

Un elenco completo delle piattaforme regionali richiederebbe una verifica voce per voce che qui non è stata fatta. Per capire il meccanismo bastano due esempi, entrambi ricostruiti sulle fonti regionali.

Lombardia Veneto
Piattaforma Sistema regionale dei flussi turistici (Turismo5), che le FAQ chiamano Ross 1000 ROSS1000
Chi è obbligato Strutture ricettive e alloggi dati in locazione per finalità turistiche (L.R. 27/2015, art. 38, c. 8) Titolari di strutture ricettive e locatori di alloggi turistici (L.R. 11/2013, art. 13, c. 5)
Credenziali Modulo da inviare all'ufficio provinciale competente Inviate in automatico a chi presenta la comunicazione di locazione turistica; accesso con SPID, CIE o CNS
Scadenza Registrazione degli ospiti del mese entro il 5° giorno del mese successivo Dati del mese entro i 10 giorni lavorativi successivi alla fine del mese
Sanzione per l'omissione Da 250 a 2.500 euro per ogni mese di omessa o incompleta comunicazione Non riportata nelle fonti regionali consultate

In Lombardia, secondo le FAQ, il sistema è «l'unico strumento per le strutture ricettive per comunicare i flussi turistici a Regione Lombardia e ad ISTAT a partire dal gennaio 2018». Le credenziali si chiedono compilando il modulo scaricabile dalla home page di Turismo5 e inviandolo all'ufficio provinciale indicato nel modulo. Quanto ai tempi, la registrazione degli ospiti è consigliata giornaliera, insieme all'invio alla questura, ma quella del mese intero «deve essere effettuata entro il 5° giorno del mese successivo» (FAQ Ross 1000, Regione Lombardia). Le FAQ sono la revisione del 3 agosto 2020: prima di contare su una scadenza conviene verificarla sul portale.

Le stesse FAQ chiedono di segnare anche i giorni senza ospiti. Il «movimento zero», cioè il giorno in cui non ci sono né ospiti arrivati né presenti, è indicato come «obbligatorio per tutte le tipologie di caricamento», e i giorni volutamente vuoti si possono segnare come chiusura. Un mese senza prenotazioni, quindi, non è un mese in cui non si fa nulla.

In Veneto le credenziali «verranno comunicate automaticamente» ai locatori che presentano la comunicazione di locazione turistica, senza bisogno di altre richieste, e l'accesso al portale ROSS1000 avviene con SPID, CIE o CNS (Regione del Veneto, Area operatori). La lettera regionale del 2026 fissa il termine: i dati di movimentazione turistica vanno inviati «entro i 10 giorni lavorativi successivi alla fine del mese» (Regione del Veneto, Informazioni sulla rilevazione ISTAT 2026).

I due esempi mostrano anche cosa cercare sul sito della propria Regione: il nome della piattaforma, la legge regionale che indica chi è obbligato, il modo di ottenere le credenziali e il termine mensile. In Lombardia, inoltre, il sistema dei flussi è lo stesso che genera il codice identificativo regionale (CIR) di ogni unità, come prevede il comma 8 bis dello stesso articolo 38.

Cosa si rischia se non la si fa?

Il rischio dipende dalla legge regionale, perché è lì che si trovano le sanzioni per chi non comunica i flussi. In Lombardia l'omissione costa da 250 a 2.500 euro per ogni mese di comunicazione mancata o incompleta.

La norma è l'articolo 39, comma 9, della legge regionale lombarda 27 del 2015: il titolare di attività ricettiva, «nonché il proprietario dell'alloggio o della porzione di alloggio data in locazione per finalità turistiche», è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria «da euro 250 a euro 2.500 per ciascun mese di omessa o incompleta comunicazione dei flussi turistici» (L.R. Lombardia 27/2015, art. 39). Il conteggio è mensile: chi trascura la comunicazione per più mesi accumula più violazioni, non una sola.

Lo stesso articolo, al comma 10, prevede una sanzione di 250 euro per ciascun ingiustificato rifiuto di accesso opposto agli incaricati della provincia o della Città metropolitana.

Per il Veneto le pagine regionali consultate non riportano un importo, e qui non se ne indica uno. Lo stesso vale per le altre Regioni: l'importo, se c'è, sta nella legge regionale sul turismo, ed è lì che va cercato. Per un caso concreto, una contestazione già ricevuta o un dubbio sull'inquadramento della propria locazione, l'ufficio turismo della Regione o della Provincia e un commercialista sono gli interlocutori giusti.

Resta un ultimo aspetto pratico. La comunicazione ISTAT si aggiunge agli adempimenti che tornano con regolarità, come la comunicazione in questura a ogni arrivo: è una scadenza fissa ogni mese, anche nei mesi vuoti. Come si mettono in fila gli adempimenti ricorrenti, e come li seguiamo noi perché il proprietario possa affittare senza pensieri, è spiegato nella pagina sulla gestione della burocrazia degli affitti brevi.

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