Monitoraggio costante dello stato dell’immobile, non un sopralluogo all’anno
Il monitoraggio costante dello stato dell’immobile è la parte del servizio che non produce nessuna fattura e che evita quasi tutte le altre. Ogni volta che qualcuno della squadra entra in casa fra un ospite e l’altro, il passaggio non serve soltanto a rimettere tutto in ordine: è anche il momento in cui si guarda che cosa è cambiato rispetto alla volta prima.
Una macchia di umidità in un angolo, un rubinetto che gocciola, una piastrella che suona vuota, un cardine che ha cominciato a cedere. Sono cose che a marzo si risolvono in mezz’ora e ad agosto diventano un soggiorno rovinato: il property manager di zona le annota, le fotografa e te le segnala prima che diventino un problema.
Al proprietario resta una cosa sola da fare, leggere. Non devi ricordarti quando è stata cambiata l’ultima guarnizione, non devi cercare l’idraulico e non devi fare il viaggio per andare a controllare di persona una casa che sta bene.
Manutenzione ordinaria della casa: quello che si risolve senza chiamarti
La manutenzione ordinaria della casa comprende tutto ciò che si esaurisce in un intervento breve e non cambia l’immobile: lampadine e faretti bruciati, batterie della serratura elettronica, cerniere e maniglie, tapparelle che si inceppano, scarichi lenti, silicone della doccia, un telecomando che non risponde, il montaggio di un ricambio identico a quello che si è rotto.
Sono cose piccole, ed è esattamente per questo che un proprietario a duecento chilometri di distanza non può occuparsene in giornata. I ricambi che si consumano più spesso li teniamo a disposizione e li sostituiamo nel passaggio successivo, senza aprire una pratica e senza aspettare che sia un ospite a lamentarsi.
Sopra un importo concordato con te all’inizio, invece, non si procede da soli: ti arrivano la fotografia del guasto, il preventivo e la nostra indicazione su che cosa conviene fare. Quello che spendiamo per conto tuo lo ritrovi nel rendiconto, voce per voce, insieme ai guadagni del mese.
I controlli stagionali si fanno prima della stagione, non durante
I controlli stagionali sono la differenza fra una casa che apre e una casa che funziona il giorno in cui apre. Si fanno nelle settimane vuote, quando un tecnico si trova, applica la tariffa normale e può tornare se manca un pezzo — tre condizioni che a stagione aperta non esistono più.
Sull’impianto termico il calendario non lo decidiamo noi. Il responsabile dell’impianto, cioè il proprietario o chi occupa l’unità immobiliare, deve tenere aggiornato il libretto di impianto e affidare controlli e manutenzione a ditte abilitate, con le periodicità del controllo di efficienza energetica che il DPR 74/2013 lega al tipo e alla potenza del generatore. Noi teniamo la scadenza e organizziamo l’intervento; la ditta resta chi ha titolo per farlo.
Attorno all’impianto c’è tutto il resto, e cambia con la latitudine e con il tipo di casa: climatizzatori e filtri prima del primo caldo, zanzariere e tende da sole, guarnizioni e infissi prima dell’inverno, verifica degli esterni dopo le prime piogge, prova di ogni elettrodomestico dopo i mesi in cui la casa è rimasta chiusa.
L’acqua ferma in una casa vuota è il guasto che non si vede
Una casa che resta chiusa per settimane ha un problema che nessuna occhiata intercetta: l’acqua che sta ferma nelle tubazioni. L’Istituto Superiore di Sanità indica che la prevenzione della legionellosi passa dalla corretta progettazione degli impianti e dall’adozione di misure preventive — manutenzione e, all’occorrenza, disinfezione — contro la moltiplicazione e la diffusione del batterio.
Le linee guida per le strutture turistico-ricettive sono più concrete: far scorrere l’acqua, sia calda sia fredda, dai rubinetti e dalle docce delle camere non occupate per alcuni minuti almeno una volta a settimana, e mantenere docce, diffusori e rompigetto puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli quando serve.
È il tipo di operazione che chi ha una seconda casa non fa da solo in bassa stagione, perché richiede di esserci ogni settimana e non una volta prima di riaprire. Rientra fra le cose che programmiamo nei passaggi dei mesi vuoti, ed è una delle ragioni per cui una casa seguita riapre meglio di una casa lasciata sola.
Quando si rompe qualcosa con l’ospite dentro, la telefonata non arriva a te
Il guasto in corso di soggiorno è il momento in cui si capisce che cosa vale davvero la gestione. La segnalazione arriva a noi: chi è in casa ha un solo interlocutore, non ha il tuo numero e non ha il compito di cercare un idraulico in una città che non conosce.
Da lì la catena è sempre la stessa. Si verifica se è un guasto vero o un uso sbagliato, e alcune segnalazioni si chiudono al telefono spiegando dov’è il rubinetto di arresto o come si riarma il salvavita. Se il guasto è reale si manda qualcuno: il property manager di zona lavora con fornitori del posto, che è l’unica ragione per cui un tecnico si trova di domenica.
Tu lo vieni a sapere dopo, insieme a che cosa è stato fatto e a quanto è costato. E se il danno lo ha provocato l’ospite, l’assicurazione per qualunque entità e tipologia di danni è inclusa: non è una spesa che ti torna addosso a fine stagione.
Una casa chiusa non si conserva: si consuma
Chi possiede una seconda casa parte spesso da un’idea rassicurante: se non la affitto, si rovina di meno. È il contrario. Una casa chiusa non fa altro che deperire: d’inverno il riscaldamento deve andare, l’immobile va arieggiato, mantenuto e vissuto per restare in forma.
Sei mesi di persiane serrate lasciano segni che nessun ospite avrebbe lasciato. Muffa negli angoli freddi, sifoni asciutti che fanno risalire l’odore degli scarichi, guarnizioni indurite, elettrodomestici che non ripartono: sono danni lenti, e si presentano tutti insieme il giorno in cui decidi di rimettere la casa sul mercato o di venderla.
Una casa che lavora viene invece aperta, controllata e usata con continuità, e i guasti si scoprono quando costano poco. In affitto breve la manutenzione non è un costo che si sottrae alla rendita: è la parte del lavoro che tiene in piedi la rendita degli anni dopo.