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Seconda casa da mettere a reddito? Ottieni il massimo reddito in sicurezza e flessibilità affittandola a visitatori stranieri — Giacomo Mascherin, fondatore

Pubblicizzare una casa vacanze: foto e tariffe

Foto professionali, annuncio multilingua sui principali portali e tariffe riviste ogni giorno: promuoviamo la tua casa vacanze dentro la gestione completa.

Pubblicizzare una casa vacanze non vuol dire pagare per farsi vedere: vuol dire mettere l’immobile davanti a chi lo sta già cercando, nel momento in cui lo cerca, con le fotografie giuste e al prezzo giusto per quella settimana. È il lavoro che sta fra una casa vuota e una casa che lavora, ed è fatto quasi tutto di dettagli: quale foto sta per prima, come è scritto il titolo, in quante lingue si legge la descrizione, su quanti portali compare l’immobile, di quanto scende il prezzo per un martedì di ottobre rimasto libero.

Chi ci prova da solo si ferma quasi sempre nello stesso punto: pubblica una volta, lascia tutto com’è, e dopo un mese non sa dire se il problema sono le foto, la tariffa o il fatto che la casa compare su un canale soltanto. Non è pigrizia. È che ognuno di quei pezzi va rifatto in continuazione, e nessuno dei tre si aggiusta da sé.

Noi ce ne occupiamo dentro la gestione completa, non come servizio a parte: servizio fotografico professionale, creazione dell’annuncio multilingua ottimizzato sui principali portali di prenotazione, modifica quotidiana delle tariffe per massimizzare il tasso di occupazione e i profitti. Non ti vendiamo pubblicità: ti vendiamo il fatto che l’immobile venga trovato, scelto e pagato quanto quel periodo consente davvero.

Come lo facciamo, nel concreto

Le foto le scatta un fotografo abituato agli annunci Airbnb, non il proprietario con il telefono

La prima fotografia è l’unica cosa che l’ospite vede nei risultati di ricerca: decide il clic prima che qualcuno legga una riga di testo. Per questo il servizio fotografico per Airbnb e per gli altri portali lo facciamo fare a chi fotografa case per mestiere, con luce, ordine e inquadrature pensate per l’anteprima di un elenco, non per un album di famiglia.

Ci sono anche requisiti tecnici che il proprietario scopre di solito troppo tardi. Airbnb chiede che le immagini siano di almeno 1024 x 683 pixel e che ogni ambiente ne abbia almeno una, perché il tour fotografico dell’annuncio si costruisce stanza per stanza. Una casa fotografata a metà sembra più piccola di quanto sia, e nessun testo recupera quell’impressione.

Che sia il pezzo che i proprietari sentono mancare per primo si vede anche da come lo cercano: sui volumi di ricerca di Google in Italia rilevati il 19 agosto 2026, «fotografo airbnb» vale 110 ricerche al mese e «servizio fotografico airbnb» altre 50. Sono ricerche di chi ha già capito, da solo, che con le foto scattate di corsa l’annuncio non parte.

L’annuncio Airbnb va scritto in più lingue, non tradotto a metà

L’annuncio non è una scheda tecnica: è la sola conversazione che hai con l’ospite prima che prenoti. Lo scriviamo noi e lo pubblichiamo in versione multilingua, così che chi arriva da fuori Italia legga la stessa casa nella propria lingua. È il passaggio in cui un appartamento smette di rivolgersi al mercato della sua provincia e comincia a rivolgersi a quello internazionale.

Dentro ci finiscono cose che sembrano dettagli e non lo sono. Il titolo, che è l’unica riga leggibile accanto alla prima immagine. L’elenco delle dotazioni, perché i filtri dei portali pescano lì e una voce dimenticata equivale a sparire da una ricerca intera. Le regole della casa, gli orari di arrivo, le distanze vere dai punti che contano per chi prenota.

Una descrizione passata in un traduttore automatico e mai riletta produce recensioni tiepide anche quando la casa è impeccabile: l’ospite arriva con aspettative sbagliate, e la delusione la scrive nella recensione che poi legge il prossimo.

Un immobile solo, tutti i portali per le case vacanze che contano

Restare su un canale soltanto significa vedere una fetta sola della domanda. Il tuo immobile viene pubblicato sui portali di prenotazione più importanti — Airbnb, Booking.com, Vrbo e gli altri che pesano per quel tipo di casa e per quella zona — perché ciascuno porta un pubblico suo: chi prenota una settimana in famiglia con sei mesi di anticipo e chi cerca due notti all’ultimo momento non stanno quasi mai sullo stesso sito.

Pubblicare l’annuncio su Booking.com, però, non è la stessa cosa che pubblicarlo su Airbnb. Cambiano i campi obbligatori, cambia il modo in cui il portale legge le tariffe e le politiche di cancellazione, cambia il peso che hanno le recensioni nel posizionamento. Un testo copiato identico da un canale all’altro perde posizioni su tutti e due.

La visibilità su più portali ha un prezzo operativo, ed è la ragione per cui questo lavoro non può stare da solo: più canali vogliono dire più prenotazioni ma anche calendari da tenere allineati in tempo reale, che è il mestiere della gestione delle prenotazioni, accanto a questo.

Le tariffe su Airbnb si cambiano ogni giorno, non a inizio stagione

La modifica quotidiana delle tariffe è la parte del marketing che non si vede e che sposta di più. Il prezzo giusto non è un numero deciso una volta all’anno: è un numero al giorno, che cambia con la stagione, con i ponti, con gli eventi in città, con quanto manca alla data e con quello che nel frattempo hanno fatto le case simili alla tua.

I proprietari danno per scontato che l’estate sia il periodo migliore dappertutto. Non è vero, dipende dalla località — e una tariffa ferma da giugno a settembre sbaglia due volte insieme: lascia sul tavolo le settimane che valgono di più e tiene vuote quelle che si sarebbero vendute abbassando di poco.

Il lavoro quotidiano è anche difensivo. Quando una data si avvicina e resta libera, il prezzo va accompagnato giù per tempo, non svenduto all’ultimo giorno. Quando invece un fine settimana comincia a riempirsi in tutta la zona, va alzato prima che sia tardi. Chi gestisce la casa da solo ci mette mano una volta al mese, quando gli va bene.

Mettere una casa su Airbnb: che cosa deve esserci prima di pubblicare

Prima dell’annuncio ci sono passaggi che non si saltano, e il primo è il codice identificativo. Il CIN, introdotto dal decreto-legge 145/2023, va esposto all’esterno dello stabile e riportato in ogni annuncio, pubblicità o comunicazione relativa all’offerta di ospitalità: non è un adempimento che riguarda solo l’ufficio, riguarda proprio la pagina che l’ospite legge.

Poi vengono le informazioni che decidono come l’immobile verrà mostrato. Le dotazioni realmente presenti, una per una, perché ognuna è un filtro che ti fa comparire o sparire da una lista. Il numero di posti letto veri, la metratura, i tempi di arrivo e di partenza, le regole della casa. Sono i campi che si compilano di fretta il primo giorno e che poi determinano metà del traffico dell’annuncio per anni.

Delle pratiche e delle comunicazioni agli enti si occupa il property manager di zona dentro la gestione completa: al proprietario non tocca aprire portali istituzionali né tenere a mente scadenze.

Promuovere una casa vacanze non salva un immobile che il mercato ha superato

Qui va detta la parte scomoda: la promozione moltiplica quello che c’è, non lo crea. Il numero di proprietà in affitto breve è cresciuto enormemente negli ultimi anni, e immobili che due anni fa producevano parecchio oggi non producono più nulla — perché a un prezzo di poco superiore l’ospite trova case più centrali e meglio arredate, di persone che hanno investito proprio vedendo quanto rendevano prima anche gli immobili mediocri.

Contro quel confronto un servizio fotografico eccellente sposta il clic ma non la recensione, e un prezzo aggressivo riempie il calendario di soggiorni che rendono meno del lavoro che richiedono. Abbiamo avuto in gestione case fuori dai centri storici e vi abbiamo rinunciato per questo motivo esatto: rendevano troppo poco per il lavoro che c’è dietro.

È la ragione per cui prima di parlare di annuncio e di tariffe facciamo l’analisi preliminare di redditività, e per cui quell’analisi può concludersi con un no. Preferiamo dirtelo prima di scattare le fotografie, non a stagione finita.

Dentro la gestione completa, non a parte

Foto, annuncio, portali e prezzo non sono quattro servizi da comprare separatamente: sono quattro facce dello stesso lavoro, e funzionano solo se le tiene insieme la stessa squadra che poi risponde agli ospiti, pulisce fra un soggiorno e l’altro e controlla l’immobile. Per questo non li vendiamo a la carte. Stanno dentro la gestione completa, che non ha costi fissi né di avviamento né mensili: tratteniamo solo una percentuale del reddito generato dall’immobile, quindi guadagniamo se guadagni tu.

Il primo passo, però, non è il fotografo. È capire se la casa regge il mercato di oggi: ci mandi indirizzo, tipologia e stato dell’immobile e ricevi l’analisi preliminare di redditività, che è anche il filtro d’ingresso — non prendiamo immobili da ristrutturare, stanze singole o unità troppo piccole.

Se i conti tornano ce ne occupiamo per intero, dalla prima fotografia al prezzo di un martedì di novembre. Se vuoi prima uno sguardo d’insieme sul servizio lo trovi su metti a reddito il tuo immobile; se invece hai già deciso, proponici il tuo immobile e ti ricontattiamo entro 5 minuti.

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FAQ:

Come si fa ad affittare su Airbnb se non l’ho mai fatto?

Nell’ordine: si verifica che l’immobile abbia il codice identificativo nazionale e i requisiti richiesti dal Comune, si preparano le fotografie, si scrive l’annuncio con dotazioni, regole e orari, si scelgono i portali su cui pubblicare e si imposta il calendario con le tariffe. Il grosso del lavoro comincia dopo la pubblicazione, non prima: prezzi da rivedere ogni giorno, messaggi da rispondere, recensioni da guadagnare. Se ci affidi la casa questa sequenza la eseguiamo noi dentro la gestione completa, e tu ti limiti a bloccare i periodi che vuoi tenere per te.

Quante foto per Airbnb servono, e chi le scatta?

Airbnb chiede che ogni ambiente della casa abbia almeno una fotografia, perché il tour dell’annuncio si costruisce stanza per stanza, e che le immagini siano di almeno 1024 per 683 pixel. In pratica servono più foto di quante il proprietario pensi, e soprattutto una prima immagine che regga da sola nei risultati di ricerca. Le scatta un fotografo professionista: il servizio fotografico è compreso nella gestione, non si acquista a parte.

Il servizio fotografico e la creazione dell’annuncio si pagano a parte?

No. Non facciamo marketing a la carte: fotografie, annuncio multilingua, pubblicazione sui portali e revisione quotidiana delle tariffe fanno parte della gestione completa dell’immobile. Non c’è nessun costo fisso, né di avviamento né mensile, e non paghi la pubblicazione dell’annuncio: tratteniamo solo una percentuale del reddito generato dall’immobile. Nei mesi in cui la casa non lavora non esce un euro.

Posso restare solo su Airbnb, senza altri portali?

Si può, e in qualche caso ha senso, ma va deciso sapendo che cosa si lascia fuori. Ogni portale porta un pubblico diverso per provenienza, anticipo di prenotazione e durata media del soggiorno: pubblicare su un canale solo significa competere per una fetta della domanda e rinunciare al resto. La scelta dei canali la proponiamo noi in base alla zona e al tipo di immobile, e i calendari restano sincronizzati in tempo reale per evitare sovrapposizioni.

Chi decide il prezzo delle notti, io o voi?

Le tariffe le costruiamo noi e le rivediamo ogni giorno, perché è un lavoro che richiede di guardare stagione, eventi, giorni mancanti alla data e mosse degli immobili simili. Il proprietario resta padrone delle sue scelte di fondo: i periodi che vuole tenere per sé restano bloccati sul calendario, e ogni mese riceve il rendiconto di quello che l’immobile ha prodotto. Il nostro interesse coincide con il tuo, dato che guadagniamo una percentuale di quello che generiamo.

Fate anche campagne pubblicitarie a pagamento o gestione dei social?

No, e preferiamo dirlo chiaramente. Il nostro marketing è quello che porta prenotazioni sulle piattaforme dove le persone cercano già una casa: fotografie professionali, annuncio multilingua ottimizzato, presenza sui principali portali di prenotazione e tariffe aggiornate ogni giorno. Non gestiamo profili social né campagne a pagamento, perché non sono la leva che riempie un calendario di affitti brevi.