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Gestione affitti brevi a Trento e in Trentino

Hai casa a Trento o in Trentino? Comunicazione al Comune, DTU, CIN, movimento ospiti e imposta di soggiorno li facciamo noi: a te resta la rendita ogni mese.

Se hai un appartamento in centro a Trento o una seconda casa in valle, la gestione degli affitti brevi in Trentino non segue il percorso del resto d’Italia. Trento è capoluogo di una provincia autonoma, e la prima cosa da fare non è il codice nazionale: è una comunicazione da presentare al comune competente per territorio prima ancora di mettere l’alloggio in affitto. Poi vengono il portale della Provincia su cui l’immobile si registra, il CIN, l’account in Questura e il movimento degli ospiti da trasmettere entro 48 ore dall’arrivo.

L’altra cosa che qui cambia i conti è il calendario. La Provincia misura due stagioni piene invece di una, l’inverno e l’estate, e la città aggiunge in mezzo la finestra del Mercatino di Natale: Trento non è un immobile di stagione, e trattarlo come tale significa lasciare sul tavolo tre quarti dell’anno. Nemmeno l’estate funziona come ci si aspetta — nei mesi in cui la montagna corre, il capoluogo resta fermo.

Di tutta questa parte ci occupiamo noi, con un property manager di zona: fotografie e annuncio multilingua, tariffe e calendari seguiti sui tre calendari trentini, accoglienza degli ospiti, pulizie e biancheria con la nostra squadra, manutenzione e adempimenti verso Provincia, Comune, Questura e Ministero. A te restano il rendiconto e i guadagni ogni mese, già al netto delle imposte e senza nessun costo fisso. Si comincia dall’analisi preliminare di redditività, che guarda indirizzo, tipologia e stato dell’immobile e dice se il progetto sta in piedi — anche quando la risposta è no.

Cosa cambia, davvero, a Trento

Prima del CIN nazionale c’è una comunicazione al Comune

Chi offre in locazione turistica una casa o un appartamento in Trentino deve presentare al comune competente per territorio un’apposita comunicazione, e deve farlo prima di offrire in locazione l’alloggio. Non è il CIN e non lo sostituisce: è un adempimento provinciale che nasce dall’articolo 37 bis della legge provinciale sul turismo e riguarda tutti coloro che concedono in locazione alloggi turistici, indipendentemente dalla durata o dalla frequenza dell’affitto.

Non è nemmeno una formalità che si sistema dopo aver cominciato. La stessa fonte provinciale stabilisce che l’omessa o incompleta presentazione della comunicazione o degli aggiornamenti entro i termini previsti comporta una sanzione amministrativa da 200 a 600 euro, e gli aggiornamenti vanno presentati anche quando cambia la capacità ricettiva dell’alloggio o quando l’attività cessa.

C’è poi un confine di natura fiscale che conviene conoscere prima di firmare qualsiasi cosa: la Provincia richiama la presunzione di imprenditorialità dell’attività per chi offra in locazione breve più di due appartamenti per ciascun periodo d’imposta. Con un solo immobile la cosa non ti tocca; con tre cambia il quadro in cui ti muovi, ed è meglio saperlo a gennaio che a fine anno.

Il CIN arriva il giorno dopo il DTU, non insieme

Il DTU è il Data entry turistico della Provincia autonoma di Trento, il portale su cui l’alloggio si registra e si tiene aggiornato. Il codice nazionale però non nasce lì e non compare a registrazione fatta: si ottiene dalla banca dati del Ministero del Turismo il giorno successivo alla comunicazione in DTU-Alloggi, con SPID o CIE. Sono due passaggi in fila, non uno solo, e chi parte dal nazionale scopre a metà strada che manca il provinciale.

Nel frattempo sopravvive un terzo codice, ed è la fonte di metà della confusione che si legge in rete. Il CIPAT è il vecchio identificativo provinciale: dal 2 novembre 2024 è stato abrogato e ha assunto il ruolo di mero identificativo della struttura, mentre il codice che oggi va acquisito, indicato ed esposto è il CIN. Il CIPAT non è sparito, ha solo smesso di essere il codice che conta.

Nella comunicazione si dichiarano i dati del gestore, l’indirizzo dell’alloggio e relativi dati, la dimensione della struttura e la dotazione fornita. Sono le stesse informazioni che l’annuncio poi racconta agli ospiti, e la Provincia chiede di aggiornarle quando cambiano: un posto letto in più dichiarato al portale e non all’annuncio, o il contrario, è un disallineamento che prima o poi qualcuno nota.

Il movimento degli ospiti corre su due binari, e uno chiede 48 ore

A Trento le comunicazioni sugli ospiti sono due e non sono la stessa cosa. La prima è di pubblica sicurezza e passa dalla Questura: la Provincia indica di contattare la Questura di Trento, la quale provvederà alla creazione di un account per l’accesso al portale Servizio Alloggiati ai fini dell’invio telematico delle generalità delle persone alloggiate. La seconda è statistica, va ai fini ISTAT ed è quella con l’orologio: l’ente turistico del capoluogo indica ai propri partner la comunicazione on-line degli arrivi e delle partenze dei turisti alloggiati, da effettuarsi entro 48 ore dall’arrivo degli ospiti.

Quarantotto ore sono poche per chi affitta due settimane l’anno e sono normali per chi lo fa di mestiere: è la differenza fra un adempimento che ci si ricorda e uno che è già dentro il flusso di lavoro. Il problema non è il singolo invio, è che torna a ogni arrivo, in un weekend lungo come a Ferragosto, e che l’account in Questura va attivato prima del primo ospite, non il giorno in cui serve.

Nella gestione completa questi due binari li teniamo noi, insieme al resto: tu non apri un portale, non ricordi una scadenza e non chiami nessuno sportello.

L’imposta di soggiorno la incassa chi affitta, non il portale

La Provincia scrive esplicitamente che è il locatore a doverla applicare al turista: non l’ospite per conto suo e non il sito su cui la prenotazione è arrivata. Chi dà l’alloggio in locazione la richiede, la incassa e la rendiconta, e in Trentino lo fa verso un’imposta provinciale, non comunale come nella maggior parte d’Italia.

È anche il punto su cui in rete si trovano più informazioni discordanti, e la ragione per cui su questa pagina non troverai una cifra. Importi, esenzioni e scadenze sono decisioni provinciali che cambiano nel tempo: vanno letti sulle fonti della Provincia nel momento in cui si comincia, non copiati da una guida trovata in giro. Un’imposta calcolata con il criterio dell’anno scorso si scopre a stagione chiusa, e la differenza la mette il proprietario di tasca propria.

Non è nemmeno una partita marginale, perché si applica a ogni pernottamento: torna a ogni prenotazione, non una volta all’anno. Nella gestione completa la riscossione e la rendicontazione sono nostre e l’imposta non passa mai dalle tue mani.

Qui le stagioni piene sono due, e a dicembre se ne apre una terza

La Provincia misura l’anno turistico in due stagioni, non in una: quella invernale comprende i mesi compresi tra dicembre ed aprile, quella estiva va da maggio a ottobre. Sopra le due la città aggiunge la propria finestra di fine anno, con il Mercatino di Natale in piazza Fiera e piazza Mostra, aperto tutti i giorni da fine novembre al 6 gennaio.

Tradotto per chi ha casa qui: Trento non è un immobile di stagione, ed è la ragione per cui una tariffa unica impostata a giugno e lasciata lì è l’errore che costa di più. Le settimane vanno prezzate su tre calendari diversi che si susseguono senza vuoti veri, e le notti di dicembre non valgono quanto quelle di ottobre.

È anche il motivo per cui tenere la casa chiusa in attesa dell’estate non ha molto senso, oltre a non proteggerla: una casa che nessuno apre deperisce, d’inverno il riscaldamento deve andare, va arieggiata, mantenuta e vissuta per restare in forma. Un immobile che lavora tutto l’anno viene aperto, pulito e controllato con continuità, e i guasti si scoprono quando costano poco.

A luglio e agosto corre la montagna, il capoluogo resta fermo

Nei mesi di luglio e agosto la crescita si registra in particolare per quanto riguarda la montagna, mentre restano stabili le presenze nelle città: lo scrive la Provincia sui propri dati, non è un’impressione. Sul totale provinciale agosto si conferma il mese con il più alto numero di presenze, ma quel primato lo fanno le valli: proprio nei due mesi in cui la montagna corre, il capoluogo si muove poco.

I proprietari danno per scontato che l’estate sia dappertutto il periodo migliore. Non è vero, dipende dalla località, e in Trentino la distinzione fra capoluogo e valli è misurata. Chi ha casa in città costruisce il valore dell’anno tenendo aperte anche la coda della stagione estiva, l’inverno e la finestra di fine anno, invece di puntare tutto su due mesi che qui non sono i suoi.

C’è poi un dato che riguarda la concorrenza in cui il tuo appartamento finisce. Nella stagione invernale 2024/2025 l’extralberghiero è cresciuto molto più dell’alberghiero, con un incremento del 2,9% negli arrivi e del 3,5% nelle presenze mentre le presenze in hotel restavano stabili, e sull’anno 2024 lo stesso comparto ha segnato +3% negli arrivi. Più case in affitto breve vuol dire più offerta accanto alla tua.

Riga per riga, che cosa resta a te se te ne occupi da solo

Le voci sono undici, e con la gestione completa nessuna di queste torna indietro a te. La comunicazione al Comune prima di affittare la presentiamo noi, mentre da solo resta a te con la sanzione se salta. La registrazione e gli aggiornamenti sul DTU li teniamo noi, altrimenti restano a te. Il CIN dalla banca dati del Ministero lo acquisiamo e lo esponiamo noi, altrimenti lo acquisisci e lo esponi tu. L’account in Questura per il portale Alloggiati lo attiviamo e lo usiamo noi, altrimenti lo attivi e lo usi tu.

Il movimento ospiti entro 48 ore lo trasmettiamo noi, altrimenti resta a te a ogni singolo arrivo. L’imposta di soggiorno la riscuotiamo e la rendicontiamo noi, altrimenti resta a te con le sue scadenze. Le fotografie e l’annuncio multilingua sui portali li facciamo noi, altrimenti li fai tu. Le tariffe e i calendari sulle due stagioni li seguiamo noi, altrimenti restano a te. Le pulizie e il cambio biancheria sono internalizzati, quindi li fa la nostra squadra: da solo li cerchi tu, a ogni cambio ospite. La manutenzione ordinaria e i controlli stagionali li seguiamo noi, altrimenti restano a te.

L’undicesima voce è quella che di solito decide: il costo fisso per il proprietario non c’è, né di avviamento né mensile, e nei mesi in cui l’immobile resta vuoto non paghi niente. Gestendo da solo non hai un costo fisso nemmeno tu — quello che metti è il tempo, ed è la voce che nessuno conteggia finché non arriva un check-in alle undici di sera.

Pulizia e biancheria le facciamo noi, non un fornitore esterno

Ce ne occupiamo con la nostra squadra: pulizia e biancheria erano affidate ad aziende esterne e le abbiamo internalizzate. Lo abbiamo fatto per due ragioni concrete, tenere alta la qualità a ogni cambio ospite e lasciare più margine al proprietario.

È una differenza che vale la pena verificare in chiunque tu stia valutando, perché quasi tutti promettono pulizia professionale e cambio biancheria a ogni soggiorno, ma pochi dicono chi li esegue davvero. La domanda giusta da fare, a noi come agli altri, è semplice: chi entra materialmente in casa mia fra un ospite e l’altro, e chi risponde se quel giorno non entra nessuno.

Insieme alle pulizie restano nostri il rifornimento dei beni di prima necessità, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out e la manutenzione ordinaria, dalle piccole riparazioni ai controlli stagionali. In una città dove l’inverno è una stagione piena, i controlli stagionali non sono un dettaglio di listino: sono ciò che evita di scoprire una caldaia ferma il giorno del primo arrivo di dicembre.

Una casa in Val di Fiemme e un appartamento in centro sono due mercati

La gestione delle case vacanze in valle e quella degli appartamenti a Trento città non sono lo stesso mestiere: hanno stagioni diverse, ospiti diversi e tariffe diverse, quindi non li affidiamo alla stessa persona. Lavoriamo con una rete di property manager selezionati e operiamo in tutta Italia, ma un gestore serve solo se sta vicino all’immobile: deve poterci arrivare per un check-in, per un guasto, per un controllo fra un ospite e l’altro.

Per questo la risposta alla domanda «gestite solo il capoluogo o anche la provincia?» non è «solo Trento città» e non è «ovunque a scatola chiusa». Dipende dall’indirizzo: ce lo dici nel modulo e ti diciamo se in quella zona abbiamo qualcuno che possa seguire davvero l’immobile. Preferiamo questo a un elenco di valli che suonerebbe bene e non vorrebbe dire niente.

Vale anche il rovescio, ed è la parte che diciamo prima invece che dopo: non prendiamo tutti gli immobili che ci vengono proposti. Il numero di proprietà in affitto breve è cresciuto enormemente e immobili che due anni fa producevano parecchio oggi non producono più nulla, perché a un prezzo di poco superiore l’ospite trova case più centrali e meglio arredate. Abbiamo avuto in gestione case fuori dai centri storici e vi abbiamo rinunciato, perché rendevano troppo poco per il lavoro che c’è dietro: in una città con un centro storico definito come Trento, la posizione conta più delle caratteristiche dell’immobile.

Il nostro servizio a Trento

Un’agenzia di affitti brevi a Trento si sceglie facendo tre domande precise e ascoltando quanto sono puntuali le risposte: chi presenta materialmente la comunicazione al Comune e tiene aggiornato il DTU, chi pulisce davvero fra un ospite e l’altro, e che cosa paghi nei mesi in cui l’immobile resta vuoto. Fra le agenzie di affitti brevi a Trento, chi lavora bene risponde con portali, procedure e tempi; chi vende un pacchetto risponde con aggettivi.

Da noi la terza risposta è la più corta: nessun costo fisso, né di avviamento né mensile, e nei mesi vuoti non paghi niente. Sulle altre due vale la pena aggiungere una precisazione, perché in questo settore non esiste un ente esterno che rilasci patenti ai gestori: diffida di chi si presenta come «certificato». I property manager della nostra rete sono selezionati da noi, monitorati nel tempo, e delle loro performance rispondiamo noi.

Facciamo solo affitto breve, ed è bene dirlo prima: niente contratti a lungo termine, niente contratti transitori, niente stanze singole, niente immobili troppo piccoli o da ristrutturare. Non è un capriccio — l’affitto breve si regge su tariffe che si muovono, su un ricambio continuo di ospiti e su adempimenti, dal DTU al movimento ospiti, che l’affitto lungo semplicemente non ha. Se cerchi qualcuno che ti trovi un inquilino per quattro anni, non siamo noi.

Si parte dal modulo: ci dici dove si trova l’immobile, quante camere ha e com’è arredato, e facciamo l’analisi preliminare di redditività. Se i conti tornano ti mettiamo in contatto con il property manager di zona che seguirà la casa a Trento; se non tornano te lo diciamo senza girarci intorno, perché un immobile che non regge il confronto con la propria zona fa perdere tempo al proprietario prima ancora che a chi lo gestisce. Da quel momento non conosci gli ospiti, non gestisci le chiavi e non apri portali: l’immobile resta tuo e puoi usarlo o venderlo quando vuoi, senza aspettare la fine di un contratto. Se la tua seconda casa è più a sud trovi le schede del Lago di Garda e di Verona; se preferisci partire dalla panoramica del servizio, è su metti a reddito il tuo immobile.

Un servizio di gestione a 360°

I nostri clienti non devono preoccuparsi di nulla: dal momento della firma del contratto l'unica cosa che dovrai fare sarà goderti i bonifici in entrata!

Burocrazia

Apertura attività presso il comune o la regione, comunicazione dati ospiti alla questura attraverso il portale AlloggiatiWeb, riscossione e versamento della tassa di soggiorno, adempimenti normativi ecc...

Penseremo a tutto noi!

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Servizio fotografico professionale e creazione annuncio multilingua ottimizzato sui principali portali di prenotazione che garantisce visibilità internazionale al tuo alloggio.

Modifica quotidiana delle tariffe per massimizzare il tasso di occupazione e i profitti.

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Sincronizzazione in tempo reale dei calendari sui vari portali di prenotazione per non essere mai in overbooking o soggetti a penalità garantendosi comunque il massimo numero di prenotazioni!

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Controllo accurato dell'immobile post check-out

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Non solo interventi di natura ordinaria come cambio lampadine e riparazioni ma anche controlli stagionali.

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Servizio di pulizia professionale attraverso i nostri partner e servizio completo di cambio biancheria (lenzuola, asciugamani ecc) a seguito di ogni soggiorno.

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Tutte le prenotazioni sono coperte da assicurazione sia per quanto riguarda i danni che gli ospiti potrebbero arrecare all'immobile o al suo arredo (fino a 3 milioni) che per responsabilità civile (nella rara eventualità in cui risultassi legalmente responsabile per danni fisici subiti dall'ospite o per danni materiali o furto degli effetti personali di quest'ultimo nel corso di un soggiorno presso il tuo alloggio) fino a un milione.

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FAQ:

Quali sono le normative per gli affitti brevi in Trentino?

Gli affitti brevi a Trento hanno una normativa provinciale, che viene prima di quella nazionale. Chi offre in locazione turistica una casa o un appartamento in Trentino deve presentare al comune competente per territorio un’apposita comunicazione, e deve farlo prima di offrire in locazione l’alloggio. È una regola provinciale prevista dall’articolo 37 bis della legge provinciale sul turismo e vale a prescindere dalla durata e dalla frequenza dell’affitto. Non è una formalità: l’omessa o incompleta presentazione della comunicazione o degli aggiornamenti entro i termini stabiliti comporta una sanzione amministrativa da 200 a 600 euro, e gli aggiornamenti vanno fatti anche quando cambia la capacità ricettiva o quando l’attività cessa.

Che cos’è il DTU e quali codici servono per affittare a Trento?

Il DTU è il Data entry turistico della Provincia autonoma di Trento, il portale su cui l’alloggio si registra e si tiene aggiornato quando cambiano i posti letto o quando l’attività cessa. Da lì nasceva il CIPAT, il vecchio codice provinciale: dal 2 novembre 2024 è stato abrogato ed è rimasto un mero identificativo dell’alloggio. Il codice da acquisire, indicare ed esporre oggi è invece il CIN nazionale, che si ottiene dalla banca dati del Ministero del Turismo il giorno successivo alla comunicazione in DTU, con SPID o CIE.

Chi si occupa delle pratiche per gli affitti brevi a Trento?

Nella gestione completa le facciamo noi, tutte: la comunicazione al Comune, la registrazione e gli aggiornamenti sul DTU, il CIN, l’attivazione dell’account presso la Questura di Trento per il portale Alloggiati, la comunicazione di arrivi e partenze ai fini ISTAT entro 48 ore e l’imposta di soggiorno. Il proprietario non apre un portale, non attiva un account e non segue una scadenza. È la parte in cui a Trento si perde più tempo gestendo da soli, perché non è un modulo unico da compilare una volta ma una catena di passaggi provinciali da fare nell’ordine giusto e poi da tenere aggiornati.

Come funziona la tassa di soggiorno a Trento?

La applica al turista chi dà l’alloggio in locazione: è il locatore a richiederla, incassarla e rendicontarla, non l’ospite per conto suo e non il portale di prenotazione. In Trentino è un’imposta provinciale e non comunale, quindi importi, esenzioni e scadenze si leggono sulle fonti della Provincia nel momento in cui si comincia, non su una guida trovata in rete: sono decisioni che cambiano nel tempo. Si applica a ogni pernottamento, quindi torna a ogni prenotazione e non una volta all’anno; nella gestione completa riscossione e rendicontazione sono nostre.

Quando conviene affittare a Trento? C’è una sola stagione?

No, le finestre sono più di una: la Provincia misura una stagione invernale che comprende i mesi tra dicembre e aprile e una stagione estiva che va da maggio a ottobre, e la città aggiunge la finestra del Mercatino di Natale, aperto in piazza Fiera e piazza Mostra fra fine novembre e il 6 gennaio. Vale la pena ricordare che l’estate non è il periodo migliore dappertutto: dipende dalla località, e in Trentino i dati provinciali su luglio e agosto mostrano la crescita soprattutto in montagna, mentre le presenze nelle città restano stabili.

Quanto si guadagna al mese con gli affitti brevi a Trento?

Un immobile adatto all’affitto breve può arrivare a una rendita fino a 3 volte l’affitto tradizionale, e i guadagni arrivano già al netto delle imposte. Quanto produca il tuo, mese per mese, non si indovina da una pagina: è quello che dice l’analisi preliminare di redditività, che facciamo prima che tu ci affidi qualcosa e che può anche concludersi con un no. La parola che pesa è «adatto»: il numero di case in affitto breve è cresciuto molto, e un immobile datato o in una posizione mediocre oggi rende molto meno di quanto rendeva lo stesso immobile qualche anno fa.

Chi si occupa delle pulizie e del cambio biancheria fra un ospite e l’altro?

Ce ne occupiamo noi: pulizia e biancheria erano affidate ad aziende esterne e le abbiamo internalizzate. Lo abbiamo fatto per due ragioni concrete, tenere alta la qualità a ogni cambio ospite e lasciare più margine al proprietario. Insieme alle pulizie restano nostri il rifornimento dei beni di prima necessità, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out e la manutenzione ordinaria, dai piccoli interventi ai controlli stagionali.

Vi occupate anche di affitti transitori o mensili a Trento?

No, lavoriamo solo sull’affitto breve: niente contratti a lungo termine, niente contratti transitori e niente stanze singole. Non prendiamo nemmeno immobili troppo piccoli o da ristrutturare, ed è una scelta di mestiere che preferiamo dire prima invece che dopo.