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Seconda casa da mettere a reddito? Ottieni il massimo reddito in sicurezza e flessibilità affittandola a visitatori stranieri — Giacomo Mascherin, fondatore

Gestione affitti brevi a Torino

Gestione affitti brevi a Torino per proprietari: quanto rende il tuo immobile, codice regionale, CIN e imposta di soggiorno. Nessun costo fisso per te.

Chi cerca una gestione affitti brevi a Torino arriva quasi sempre con il calendario sbagliato in testa: immagina che il mese buono sia agosto, come al mare. A Torino agosto è il mese debole, e le settimane che fanno il fatturato stanno da tutt’altra parte dell’anno — fra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre, quando una fiera d’arte, un torneo di tennis internazionale e un festival del cinema si susseguono nel giro di cinque settimane.

Il resto lo decide l’indirizzo, perché il capoluogo piemontese non vive di un flusso solo: nella stessa città convivono il turismo dei musei e delle residenze sabaude, la domanda sanitaria che gravita attorno alla Città della Salute, quella universitaria del Politecnico e dell’Università, e i viaggi di lavoro legati all’industria. Quattro motori che si accendono in momenti diversi e chiedono case diverse: un alloggio pensato per una coppia in visita al Museo Egizio e uno pensato per chi accompagna un ricovero non si arredano allo stesso modo, non si tariffano allo stesso modo, non si promuovono sugli stessi canali.

Di tutto il resto — annuncio, tariffe, ospiti, pulizie, codici regionali e nazionali, imposta di soggiorno — ci occupiamo noi, con il property manager di zona che segue l’immobile sul posto; vale per l’appartamento da avviare come per la gestione di un Airbnb o di un B&B a Torino già in attività. A te arrivano il rendiconto e i guadagni a inizio mese, già al netto delle imposte e senza nessun costo fisso.

Cosa cambia, davvero, a Torino

Quanto rende non si legge in una media cittadina

Un immobile adatto all’affitto breve può arrivare a una rendita fino a 3 volte l’affitto tradizionale, e i guadagni ti arrivano già al netto delle imposte. Quanto si guadagna con gli affitti brevi nel tuo caso, però, non lo dice nessuna media di città: lo decidono l’indirizzo, la tipologia, lo stato dell’appartamento e quale dei pubblici torinesi quella casa può davvero servire. È il motivo per cui non pubblichiamo un numero valido per tutti e partiamo invece dall’analisi preliminare di redditività, che facciamo prima che tu prenda qualsiasi impegno.

Serve anche a dire di no, perché adatto non vuol dire qualunque. Il numero di case in affitto breve è cresciuto enormemente e il mercato si è saturato: immobili che due anni fa producevano parecchio oggi non producono quasi più nulla, perché a un prezzo di poco superiore l’ospite trova proprietà più centrali e meglio arredate, di persone che hanno investito proprio vedendo quanto rendevano prima anche gli appartamenti mediocri.

Vale però anche il contrario di quello che pensano molti proprietari: tenere l’appartamento chiuso non lo protegge, lo rovina. Una casa chiusa deperisce, d’inverno il riscaldamento deve andare, va arieggiata e vissuta per restare in forma — e nel frattempo non produce niente.

A Torino l’anno si decide in autunno, non ad agosto

Il periodo che concentra più domanda è il tardo autunno, non l’estate: fra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre si susseguono Artissima all’Oval del Lingotto, le Nitto ATP Finals all’Inalpi Arena e il Torino Film Festival, e in agosto non cade nessuno dei tre. Nella settimana delle Finals 2025 la Regione Piemonte ha rilevato che il tasso di saturazione delle strutture ricettive cittadine ha raggiunto il 61,7%, con punte dell’81,8% nel fine settimana della finale, quando il numero totale dei visitatori a Torino è raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

La cosa buona è che quelle date si sanno con un anno di anticipo. Il Comune mette in calendario la 33ª edizione di Artissima dal 30 ottobre al 1° novembre 2026; le Nitto ATP Finals tornano all’Inalpi Arena dal 15 al 22 novembre 2026; il 44° Torino Film Festival si tiene dal 24 novembre al 2 dicembre 2026. In primavera al Lingotto succede la stessa cosa con il Salone Internazionale del Libro, che nel 2026 si è tenuto dal 14 al 18 maggio: la domanda si sposta verso la zona sud e non torna a nord finché la fiera non chiude.

Un appartamento gestito bene ha già quelle settimane a calendario e le tariffe pronte; un appartamento gestito nei ritagli di tempo se ne accorge quando le prenotazioni sono ormai chiuse. Chi tiene lo stesso prezzo a fine ottobre e a metà novembre regala la parte più redditizia dell’anno.

Dentro Torino convivono quattro domande che cercano case diverse

Non esiste una zona buona in assoluto: esistono quattro pubblici che si muovono nella stessa città e non cercano lo stesso appartamento. C’è il turismo culturale fra Museo Egizio, Mole e residenze sabaude, che vuole il centro, il Quadrilatero, San Salvario e Vanchiglia; c’è la domanda sanitaria che gravita attorno al presidio ospedaliero Molinette – San Lazzaro, suddiviso in tredici padiglioni e premia gli alloggi di Nizza Millefonti, Lingotto e Santa Rita; c’è quella universitaria del Politecnico e dell’Università, forte in Cit Turin, in Crocetta e attorno al campus di Vanchiglia; e c’è il viaggio di lavoro legato all’industria, concentrato in settimana e affamato di check-in flessibili.

Sono quattro calendari sovrapposti, e un immobile che ne serve uno solo lavora una frazione dell’anno. Un bilocale ordinato a distanza a piedi dalle Molinette o da una fermata della metropolitana può battere un trilocale più grande in una zona che non intercetta nessuno di quei flussi: un presidio suddiviso in tredici padiglioni si raggiunge a piedi o non si raggiunge, e la distanza dal padiglione giusto è un criterio diverso da quello turistico.

Su questo preferiamo essere onesti invece che promettere. Abbiamo avuto in gestione case fuori dai centri storici e vi abbiamo rinunciato, perché con l’aumento dell’offerta rendevano troppo poco per il lavoro che c’è dietro. A Torino si vede bene, perché la città è grande e fra una via che lavora e una che non lavora ci sono pochi isolati.

In Piemonte il codice regionale viene prima del CIN

Servono due codici e l’ordine non è indifferente: prima quello della Regione Piemonte, poi il CIN nazionale. In Piemonte i locatori di immobili privati gestiti a carattere non imprenditoriale presentano la comunicazione telematica prevista dalla legge regionale 13/17, sul nuovo modello approvato con DGR n. 7-748 del 3 febbraio 2025, e ricevono via e-mail copia della comunicazione completa del codice identificativo di riconoscimento assegnato a ogni immobile dichiarato; nella stessa e-mail arrivano le credenziali di Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000) per l’invio dei dati statistici sui movimenti dei clienti.

Il secondo codice è nazionale. Il CIN della Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo identifica in modo univoco ogni immobile destinato a locazione turistica o breve, e va esposto all’esterno dello stabile in cui l’immobile si trova e riportato in ogni annuncio, pubblicità o comunicazione relativa all’offerta di ospitalità.

Resta poi l’obbligo verso la Questura, che è quotidiano e non annuale: le generalità degli alloggiati si comunicano esclusivamente tramite il Servizio Alloggiati della Polizia di Stato, entro le 24 ore successive all’arrivo, e all’arrivo stesso quando il soggiorno dura meno di 24 ore. È la sequenza che salta più spesso a chi pubblica l’annuncio prima di essersi registrato.

L’imposta di soggiorno a Torino si dichiara ogni tre mesi su Soggiorniamo

A Torino l’imposta si applica anche alle unità abitative date in locazione turistica e in locazione breve, la incassa dall’ospite chi gestisce la struttura, e si dichiara ogni tre mesi sull’applicativo Soggiorniamo. Il Comune scrive che il gestore è titolato a richiedere il pagamento dell’imposta di soggiorno al soggetto passivo entro la fine del soggiorno, e che le comunicazioni periodiche si presentano tramite quell’applicativo.

Sulla cadenza il Comune è preciso: la dichiarazione va presentata entro i quindici giorni successivi alla chiusura di ogni trimestre solare — quindi nella prima metà di gennaio, aprile, luglio e ottobre — e una volta trasmessa il sistema permette di generare un bollettino pagoPA con cui si riversa quanto incassato. Importi ed esenzioni li stabilisce il Comune e cambiano nel tempo: vanno letti sul sito comunale nel momento in cui si comincia, non copiati da un articolo.

Nella gestione completa questa partita è nostra, scadenze comprese. Ed è una scadenza facile da perdere di vista proprio perché torna quattro volte l’anno e non una: chi gestisce da sé se la deve mettere a calendario da gennaio, insieme al versamento che la segue.

Oltre i due immobili la locazione si presume imprenditoriale

Superati i due appartamenti nel periodo d’imposta scatta una presunzione di legge, e cambia il tipo di adempimento. Il Comune di Torino richiama la norma per cui l’attività di locazione, da chiunque esercitata, si presume svolta in forma imprenditoriale oltre quella soglia, e in quel caso va presentata la SCIA esclusivamente tramite il portale impresainungiorno.gov.it selezionando il SUAP di Torino — non via e-mail e non via PEC.

C’è però un’eccezione che vale la pena conoscere prima di spaventarsi: le attività di locazione breve o per finalità turistiche già avviate in forma imprenditoriale prima del 2 novembre 2024 non sono soggette all’obbligo di presentare la SCIA. Se hai più di una casa a Torino sei esattamente il proprietario per cui questo passaggio conta, ed è anche il primo che verifichiamo quando ci candidi più di un immobile.

L’ospite va identificato de visu, anche quando arriva alle undici di sera

Il riconoscimento dell’ospite è un passaggio a sé, e non lo sostituisce l’invio di un codice di apertura. Secondo la ricostruzione della stampa nazionale, il Consiglio di Stato ha censurato le procedure di check-in remoto in cui i gestori acquisiscono i documenti di identità senza alcun controllo visivo e trasmettono codici di apertura automatizzata, pur riconoscendo che l’identificazione de visu non si esaurisce nella verifica in presenza e può avvenire con dispositivi di videocollegamento predisposti dal gestore all’ingresso della struttura.

Per un proprietario che vive fuori Torino, o che semplicemente lavora, è la ragione più pratica per avere qualcuno di strutturato sul posto: il riconoscimento va comunque fatto, da una persona, a ogni arrivo. E in una città dove un martedì di novembre vale quanto un fine settimana di maggio, l’accoglienza deve funzionare anche alle undici di sera.

Pulizie e biancheria le fa personale nostro, non un fornitore esterno

Ce ne occupiamo noi, con persone nostre: pulizia e biancheria erano affidate ad aziende esterne e le abbiamo internalizzate. Lo abbiamo fatto per due ragioni concrete, tenere alta la qualità a ogni cambio ospite e lasciare più margine al proprietario invece che a un fornitore terzo.

È una differenza che vale la pena verificare in chiunque tu stia valutando, perché la promessa di pulizia professionale e cambio biancheria a ogni soggiorno non dice da sola chi il lavoro lo esegue: la domanda utile è se il personale è interno o appaltato a terzi. A Torino il problema è anche di orologio: nelle settimane forti dell’autunno un check-out e un check-in nello stesso giorno sono frequenti, e la biancheria pulita deve attraversare la città nel mezzo.

Insieme alle pulizie restano nostri il rifornimento dei beni di prima necessità, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out e la manutenzione ordinaria.

Gli svantaggi dell’affitto breve sono tre, e sono esattamente il nostro lavoro

Gli svantaggi veri sono tre: il tempo che il ricambio di ospiti richiede ogni settimana, il rischio di danni e di ospiti sbagliati, e una burocrazia su tre livelli — Regione, Ministero, Questura — più il Comune per l’imposta di soggiorno. Non li minimizziamo e non li nascondiamo: te li togliamo di mano, perché è il lavoro per cui esistiamo.

Nel concreto: la selezione degli ospiti e le regole della casa le gestiamo noi, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out è nostro, la manutenzione ordinaria e le piccole riparazioni pure, e le scadenze non ti passano mai davanti. Il rischio che spaventa di più il proprietario italiano, l’inquilino che non se ne va, nell’affitto breve non esiste nella forma in cui esiste nella locazione tradizionale: il soggiorno ha una data di fine e la casa torna disponibile.

Vale anche per il futuro dell’immobile: resta tuo, lo usi quando vuoi e puoi venderlo in qualsiasi momento, basta dircelo con anticipo perché il calendario venga chiuso e nessun ospite trovi la porta occupata.

Adempimento per adempimento, con la gestione completa non ne tocchi nessuno

Un anno di affitto breve a Torino è fatto di dodici passaggi ricorrenti, e con l’immobile in gestione non ne resta in carico a te nemmeno uno. La comunicazione telematica prevista dalla legge regionale 13/17, con il codice identificativo assegnato all’immobile e le credenziali di Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000), la presentiamo noi prima che l’annuncio vada online su Airbnb e sugli altri portali, e i movimenti dei clienti li invia poi il property manager; il CIN del Ministero del Turismo lo richiediamo noi, sempre prima della pubblicazione, e lo teniamo esposto all’esterno dello stabile e riportato in tutti gli annunci per tutto il tempo in cui l’immobile è affittato.

Sul quotidiano il carico è del property manager di zona: le generalità degli alloggiati vanno sul Servizio Alloggiati della Polizia di Stato entro le 24 ore successive all’arrivo, ospite per ospite, e il riconoscimento de visu lo fa lui sul posto a ogni check-in. È sempre lui a incassare dall’ospite l’imposta di soggiorno entro la fine del soggiorno, mentre la dichiarazione su Soggiorniamo la presentiamo noi entro i quindici giorni successivi alla chiusura di ogni trimestre solare, con il bollettino pagoPA che il sistema genera subito dopo.

Restano due voci fuori dal calendario. La SCIA al SUAP di Torino, da presentare tramite il portale impresainungiorno.gov.it, riguarda solo chi affitta in forma imprenditoriale: ti diciamo noi se ti riguarda, prima che tu avvii qualcosa. Le pulizie e il cambio biancheria si fanno a ogni cambio ospite con personale nostro, non appaltato.

E la voce che i proprietari cercano per prima: il costo fisso a tuo carico non esiste, né di avviamento né mensile. Nei mesi in cui l’immobile resta vuoto non paghi niente, perché lavoriamo a commissione sul fatturato e guadagniamo solo se guadagni tu.

Il nostro servizio a Torino

Un’agenzia di affitti brevi a Torino si sceglie facendo quattro domande scomode e ascoltando quanto sono precise le risposte: chi pulisce materialmente, chi accoglie e identifica l’ospite, chi si prende la scadenza trimestrale di Soggiorniamo, e che cosa paghi se un mese l’immobile resta vuoto. Chi lavora bene risponde con nomi, procedure e date; chi vende un pacchetto risponde con aggettivi.

La nostra quarta risposta è la più semplice: nessun costo fisso, né di avviamento né mensile, nei mesi vuoti non paghi niente, e guadagniamo solo se guadagni tu. Nel settore non esiste nessun ente esterno che rilasci patenti ai gestori, quindi la garanzia non può che essere di chi ti risponde: i property manager della rete sono selezionati da noi, monitorati, e delle loro performance rispondiamo noi. È anche la differenza pratica fra un’agenzia e un property manager a Torino — la struttura con cui firmi e la persona che lavora l’immobile sul posto, da noi, sono la stessa cosa.

Si comincia dal modulo: ci dici dove si trova l’appartamento, in che zona, quante camere ha e com’è arredato, e facciamo l’analisi preliminare di redditività. Se i conti tornano ti mettiamo in contatto con il property manager di zona che seguirà l’immobile; se non tornano te lo diciamo senza girarci intorno, invece di prendere la casa e lasciarla ferma.

Da quel momento non devi occuparti di nulla: non conosci gli ospiti, non gestisci le chiavi, non apri un portale, non segui una scadenza. È il senso del nome che ci siamo dati — il tuo appartamento lavora, tu lo lasci lavorare senza pensieri. Se preferisci partire da una panoramica del servizio prima di candidarti, la trovi su metti a reddito il tuo immobile; se hai altre case fuori città, guarda le schede di Milano, Brescia e del Lago di Como.

Un servizio di gestione a 360°

I nostri clienti non devono preoccuparsi di nulla: dal momento della firma del contratto l'unica cosa che dovrai fare sarà goderti i bonifici in entrata!

Burocrazia

Apertura attività presso il comune o la regione, comunicazione dati ospiti alla questura attraverso il portale AlloggiatiWeb, riscossione e versamento della tassa di soggiorno, adempimenti normativi ecc...

Penseremo a tutto noi!

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Marketing

Servizio fotografico professionale e creazione annuncio multilingua ottimizzato sui principali portali di prenotazione che garantisce visibilità internazionale al tuo alloggio.

Modifica quotidiana delle tariffe per massimizzare il tasso di occupazione e i profitti.

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Gestione prenotazioni

Servizio di assistenza per massimizzare il tasso di occupazione attivo 24/7 per tutti gli alloggi gestiti dai nostri partner.

Sincronizzazione in tempo reale dei calendari sui vari portali di prenotazione per non essere mai in overbooking o soggetti a penalità garantendosi comunque il massimo numero di prenotazioni!

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Gestione Ospiti

Servizio di Check-In/Check-out e assistenza all'ospite attivo 24/7 per adattarsi alle esigenze di chiunque.

Controllo accurato dell'immobile post check-out

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Manutenzione

Monitoraggio costante dello stato dell'immobile affinchè sia sempre in perfette condizioni per poter essere affittato al massimo.

Non solo interventi di natura ordinaria come cambio lampadine e riparazioni ma anche controlli stagionali.

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Pulizie e biancheria

Servizio di pulizia professionale attraverso i nostri partner e servizio completo di cambio biancheria (lenzuola, asciugamani ecc) a seguito di ogni soggiorno.

Rifornimento di beni di prima necessità come carta igenica, scottex e Kit di cortesia per tutti i tuoi ospiti.

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Perchè il proprietario di un immobile dovrebbe affidarsi a noi?

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  • Rendita nettamente superiore ad un affitto tradizionale.
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Tutte le prenotazioni sono coperte da assicurazione sia per quanto riguarda i danni che gli ospiti potrebbero arrecare all'immobile o al suo arredo (fino a 3 milioni) che per responsabilità civile (nella rara eventualità in cui risultassi legalmente responsabile per danni fisici subiti dall'ospite o per danni materiali o furto degli effetti personali di quest'ultimo nel corso di un soggiorno presso il tuo alloggio) fino a un milione.

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FAQ:

Quanto può rendere un immobile in affitto breve a Torino?

Un immobile adatto all’affitto breve può arrivare a una rendita fino a 3 volte l’affitto tradizionale, e i guadagni ti arrivano già al netto delle imposte. Quanto renda il tuo però non si legge in una media cittadina: dipende dall’indirizzo, dalla tipologia, dallo stato dell’immobile e dal pubblico torinese che quell’appartamento può davvero servire, ed è esattamente ciò che misura l’analisi preliminare di redditività prima che tu prenda qualsiasi impegno.

Qual è il periodo più redditizio dell’anno per un affitto breve a Torino?

Il periodo che concentra più domanda è il tardo autunno, non l’estate: fra fine ottobre e inizio dicembre si susseguono Artissima all’Oval del Lingotto, le Nitto ATP Finals all’Inalpi Arena e il Torino Film Festival, e in agosto non cade nessuno dei tre. Nella settimana delle Nitto ATP Finals 2025 la Regione Piemonte ha rilevato un tasso di saturazione delle strutture ricettive cittadine del 61,7%, con punte di occupazione dell’81,8% nel fine settimana della finale.

A Torino serve un codice regionale oltre al CIN?

Sì, e in Piemonte il codice regionale viene prima. Il locatore presenta la comunicazione telematica prevista dalla legge regionale 13/2017 sul modello approvato con DGR 7-748 del 3 febbraio 2025 e riceve via e-mail la comunicazione completa del codice identificativo di riconoscimento assegnato a ogni immobile dichiarato, insieme alle credenziali di Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000); il CIN nazionale del Ministero del Turismo va poi esposto all’esterno dello stabile e riportato in ogni annuncio.

Come funziona l’imposta di soggiorno a Torino?

La incassa dall’ospite chi gestisce la struttura, e a Torino l’imposta si applica anche alle unità abitative oggetto di locazione turistica e di locazione breve situate nel territorio comunale. La dichiarazione si presenta sull’applicativo Soggiorniamo entro i quindici giorni successivi alla chiusura di ogni trimestre solare, e il sistema genera un bollettino pagoPA con cui si riversa quanto incassato; importi ed esenzioni li stabilisce il Comune e vanno letti sul sito comunale, non copiati da una guida.

Quando la locazione breve a Torino diventa attività imprenditoriale?

Oltre i due immobili l’attività di locazione, da chiunque esercitata, si presume svolta in forma imprenditoriale, e in quel caso al Comune di Torino va presentata la SCIA esclusivamente tramite il portale impresainungiorno.gov.it selezionando il SUAP di Torino. Le attività di locazione breve o per finalità turistiche già avviate in forma imprenditoriale prima del 2 novembre 2024 non sono soggette all’obbligo di presentare la SCIA.

Chi accoglie e identifica l’ospite a Torino?

Il property manager di zona, di persona e a ogni arrivo: l’identificazione dell’ospite è un passaggio a sé e non lo sostituisce l’invio di un codice di apertura. È lui che fa il check-in sul posto, a qualunque ora arrivi l’ospite, e che comunica le generalità degli alloggiati al Servizio Alloggiati della Polizia di Stato entro le 24 ore successive all’arrivo, o all’arrivo stesso se il soggiorno dura meno di 24 ore.

Chi si occupa delle pulizie e della biancheria?

Personale nostro, non un fornitore esterno: pulizia e biancheria erano affidate ad aziende esterne e le abbiamo internalizzate, per tenere alta la qualità a ogni cambio ospite e lasciare più margine al proprietario invece che a un fornitore terzo. Nello stesso giro rientrano il rifornimento dei beni di prima necessità, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out e la manutenzione ordinaria. A Torino conta anche l’orologio: nelle settimane forti dell’autunno un check-out e un check-in nello stesso giorno sono frequenti.

Posso usare o vendere l’appartamento mentre è in gestione?

Sì: l’immobile resta tuo, lo usi quando vuoi e puoi venderlo in qualsiasi momento. Basta dircelo con anticipo, così il calendario viene chiuso per quelle date e nessun ospite trova la porta occupata. Non è un contratto che ti lega per anni come una locazione tradizionale, e non c’è un inquilino da mandare via prima di poter mettere l’annuncio di vendita.

Che differenza c’è fra le agenzie di affitti brevi a Torino e un property manager?

L’agenzia è la struttura con cui firmi, il property manager è la persona che lavora l’immobile sul posto: annuncio su Airbnb e sugli altri portali, tariffe, ospiti, chiavi, pulizie e adempimenti. Da noi le due cose stanno insieme, perché i property manager della rete sono selezionati da noi e monitorati, e delle loro performance rispondiamo noi. Nel settore non esiste nessun ente esterno che rilasci patenti ai gestori, quindi la garanzia non può che essere di chi ti risponde.

Quante tasse si pagano con un affitto breve a Torino?

Dipende dal regime con cui dichiari i redditi della locazione e dalla tua situazione personale: non facciamo consulenza fiscale e non è questo il posto per scegliere un regime, quindi la valutazione va fatta con il tuo commercialista. Quello che riguarda la gestione possiamo dirtelo: i guadagni ti arrivano già al netto delle imposte, e l’imposta di soggiorno è un’altra cosa ancora — la paga l’ospite, la incassa chi gestisce la struttura e a Torino si dichiara ogni tre mesi sull’applicativo Soggiorniamo.

Quanto costa la gestione degli affitti brevi a Torino?

Non c’è nessun costo fisso a tuo carico, né di avviamento né mensile: lavoriamo a commissione sul fatturato, cioè su una percentuale del reddito che l’immobile genera con la nostra gestione. Nei mesi in cui l’appartamento resta vuoto non paghi niente, perché guadagniamo solo se guadagni tu. Quanto incide nel tuo caso lo vediamo insieme dopo l’analisi preliminare di redditività: dipende dall’indirizzo, dalla tipologia e dal lavoro che l’immobile richiede, quindi un numero valido per tutti non esisterebbe.