A Perugia gli sportelli sono due, non uno
Gli adempimenti di un affitto breve perugino non stanno tutti nello stesso posto: uno sportello è comunale, l’altro è regionale. Al SUAPE del Comune va la comunicazione di inizio attività, con ubicazione, dati identificativi catastali e categoria catastale degli alloggi; nella banca dati regionale Turismatica va invece censita l’unità, che da lì riceve il proprio codice identificativo.
È anche la pratica con la sanzione scritta più esplicitamente, ed è la prima in ordine di tempo: viene prima di tutto il resto. La Regione Umbria lo scrive senza giri di parole: è soggetto a sanzione amministrativa da euro 500,00 ad euro 2.500,00 chiunque dà in locazione turistica alloggi in caso di omessa comunicazione di inizio attività al Comune. Non è la parte difficile del mestiere, è la parte che non perdona: quale procedura sia «la tua» dipende da come eserciti l’attività, e una scelta sbagliata all’inizio si porta dietro tutto il resto.
La Regione vuole il movimento ospiti entro il 5, anche a casa vuota
Oltre alla pratica di apertura, Turismatica chiede qualcosa tutti i mesi: il movimento degli ospiti va inserito giorno per giorno e trasmesso per via telematica entro il giorno 5. E va trasmesso anche quando non è entrato nessuno, perché la Regione non lascia margini di interpretazione: la comunicazione mensile va sempre fatta, anche in assenza di movimento e, soprattutto, entro il termine indicato, poiché si tratta di «termine perentorio» a cui è collegata la sanzione prevista.
Tradotto per chi ha una casa sola: il giorno 5 esiste anche a febbraio, anche quando l’appartamento è rimasto chiuso, anche quando eri in ferie. È un adempimento che non dipende dall’aver ospitato qualcuno: torna dodici volte l’anno e cade anche nei mesi vuoti, quando nulla te lo ricorda.
Il CIR nasce su Turismatica, e il CIN nasce dal CIR
I due codici vanno presi in quest’ordine, e non è un formalismo: ad ogni singola unità locata inserita nella Banca dati regionale Turismatica viene assegnato il CIR - Codice Identificativo Regionale, e il CIR serve poi a richiedere il CIN al Ministero del Turismo. Sono due banche dati diverse, e la seconda non parte se la prima non è a posto.
Il CIN, a sua volta, deve essere esposto all’esterno dello stabile in cui è collocata la struttura ricettiva, nonché indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato. Quanti proprietari umbri ci siano già passati lo dice la Regione stessa: a febbraio 2025 risultavano 8.494 codici identificativi regionali assegnati, di cui 3.481 alle sole locazioni turistiche.
Resta poi la Questura, che ha tempi suoi e non conosce il weekend lungo: le generalità di chi dorme in casa tua vanno trasmesse entro le 24 ore successive all’arrivo, ed esclusivamente per il tramite del Servizio Alloggiati, con l’obbligo che scende all’arrivo stesso se il soggiorno dura meno di un giorno. Per un proprietario che lavora è una scadenza che cade dentro l’orario d’ufficio, nelle ventiquattr’ore dall’arrivo.
Con la gestione completa nessuno di questi sette passaggi resta a te
Ecco come si divide il lavoro, in concreto, quando l’immobile è in gestione completa: dei sette passaggi che compongono un affitto breve perugino a te non ne resta nessuno. La comunicazione di inizio attività al SUAPE — ubicazione, dati catastali e categoria catastale al Comune — la prepariamo e la presentiamo noi.
L’inserimento dell’unità nella banca dati regionale Turismatica, quello da cui arriva il CIR, lo seguiamo noi. Il CIN del Ministero del Turismo, che va esposto all’esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio, lo richiediamo e lo teniamo aggiornato noi. Il movimento ospiti verso la Regione — inserimento giornaliero e invio entro il giorno 5, anche a zero movimento — lo fa il property manager, tutti i mesi.
Le generalità degli ospiti alla Questura, entro 24 ore dall’arrivo, le trasmette il property manager a ogni check-in. L’imposta di soggiorno, dalla riscossione al riversamento, la gestiamo noi con le sue scadenze. E il settimo passaggio è quello che di solito non compare negli elenchi: il costo fisso a carico del proprietario, che qui non esiste, né di avviamento né mensile. Lavoriamo a commissione sul fatturato, cioè su una percentuale del reddito che l’immobile genera con la nostra gestione: nei mesi in cui non entra niente non paghi niente, e guadagniamo solo se guadagni tu.
La stagione di Perugia è un calendario, non l’estate
Perugia non ha una stagione balneare da riempire: ha un calendario, e il calendario tiene la città piena anche fuori dall’estate. Le due punte stanno a quattro mesi di distanza l’una dall’altra — l’edizione 2025 di Umbria Jazz, a luglio, ha portato in città oltre 500mila presenze complessive e più di 34 mila biglietti venduti, ed Eurochocolate 2026 è in programma nel Centro Storico di Perugia dal 13 al 22 novembre.
I proprietari danno per scontato che l’estate sia ovunque il periodo migliore, e a Perugia non è vero: conta soprattutto cosa c’è in città quella settimana. La punta di novembre, poi, non è piccola: l’edizione 2025 di Eurochocolate ha registrato 1.068.795 visite e 260.571 visitatori unici, con oltre 32mila visite da sim card estere. Un appartamento che nel weekend sbagliato di novembre tiene la tariffa di un martedì di febbraio ha appena regalato la settimana più redditizia dell’autunno.
Anche il fondo su cui poggiano quelle punte si è alzato. Il comprensorio perugino ha superato nel 2025 1,4 milioni di presenze, circa il 20% in più rispetto al 2019; su scala umbra il 2025 si è chiuso con 3.036.032 arrivi e 7.942.202 presenze, +9,1% e +8,5% sul 2024, con l’estero a +23,5% negli arrivi. La domanda c’è ed è sempre più internazionale, motivo per cui un annuncio scritto in una lingua sola smette di bastare.
L’imposta di soggiorno la versa chi gestisce, non chi possiede
Se hai delegato la gestione, l’imposta di soggiorno smette di essere un tuo adempimento: la riscuote dall’ospite e la riversa al Comune chi gestisce la struttura. Il Dipartimento delle Finanze lo mette nero su bianco — la qualifica di responsabile del pagamento è nata proprio per le locazioni brevi in capo al soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, ed è stata poi estesa dall’articolo 180 del decreto legge 34/2020 a tutti i gestori delle strutture ricettive.
Sopra la riscossione c’è una dichiarazione annuale, che va presentata cumulativamente ed esclusivamente in via telematica, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo.
Sugli importi perugini non ti diamo una tabella, e non è pigrizia: tariffe, fasce ed esenzioni le decide il Comune con il proprio regolamento, sono state riviste di recente, e una cifra copiata da una guida è il modo più veloce per farti sbagliare un versamento. Vanno lette sul sito del Comune nel momento in cui si comincia. Quello che conta per te è chi ha l’obbligo, e l’obbligo è di chi gestisce.
Dal terzo appartamento la locazione breve cambia inquadramento
La soglia è due, e il terzo appartamento porta fuori dal regime delle locazioni brevi. L’Agenzia delle Entrate scrive che a partire dal 2026 il regime fiscale delle locazioni brevi può essere applicato solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di due appartamenti per ciascun periodo d’imposta, mentre fino al 31 dicembre 2025 il limite era di quattro.
È il punto meno intuitivo della riforma, e non per distrazione: la soglia si è dimezzata da poco, e il confine fra ciò che puoi fare come privato e ciò che richiede un inquadramento imprenditoriale non è dove te lo aspetti. Chi ha una casa sola non se ne accorge nemmeno; chi ne ha tre, magari ereditate insieme, scopre di essere passato dall’altra parte senza aver cambiato niente. Quando l’immobile entra nella nostra gestione, l’inquadramento corretto è parte del lavoro, non un tuo problema da risolvere prima di candidarti.
Sul resto della fiscalità non facciamo i conti al posto del tuo commercialista: i regimi alternativi, cedolare secca compresa, si valutano con lui e si rivedono ogni anno. Quello che ti garantiamo noi è la parte che ti interessa davvero, cioè che i guadagni ti arrivano già al netto delle imposte.
Un gestionale non presenta la pratica al SUAPE
Un software fa una cosa sola e la fa bene, evitare la doppia prenotazione: sincronizza i calendari fra i portali e suggerisce i prezzi. Non pulisce l’appartamento, non accoglie l’ospite alle undici di sera, non manda la comunicazione alla Questura entro sera e non presenta la pratica al SUAPE.
Vale la pena guardare in faccia il lavoro vero prima di scegliere. In una settimana piena, un appartamento in centro storico a Perugia significa check-out e check-in nello stesso giorno, biancheria pulita da portare su per una salita e per scale strette, un messaggio a cui rispondere mentre sei al lavoro, un guasto che capita di sabato e, a fine mese, la comunicazione alla Regione che scade il giorno 5 anche se in casa non è entrato nessuno.
La domanda giusta, quindi, non è quale gestionale scegliere: è quante ore alla settimana vuoi passare dentro quel gestionale. Se sei un proprietario che ha voglia di imparare un mestiere, il software è la strada; se volevi una rendita e ti sei ritrovato un secondo lavoro, la strada è delegare. E se la strada è delegare, quello che stai cercando è un’agenzia di affitti brevi a Perugia che faccia davvero tutto: non un portale di annunci, ma qualcuno che presenti le pratiche, accolga gli ospiti e risponda delle persone che entrano in casa tua.
Affittare agli studenti è un altro mestiere, e non è il nostro
Lavoriamo esclusivamente sull’affitto breve: non seguiamo contratti transitori per studenti o lavoratori fuori sede, non gestiamo affitti lunghi e non prendiamo stanze singole. A Perugia la tentazione dell’affitto agli studenti è forte ed è comprensibile, e i numeri della città spiegano perché: l’ateneo conta circa 29.500 studenti iscritti, a fronte di 1.462 posti letto in studentato dal 1° ottobre 2026, cioè una disponibilità che copre una quota molto piccola della platea. Con una domanda così, un proprietario perugino può riempire l’appartamento con un contratto lungo senza troppa fatica.
Non stiamo dicendo che sia una scelta sbagliata: stiamo dicendo che è un altro lavoro, con un altro rischio e un’altra flessibilità. Con l’affitto breve l’ospite paga per intero prima di arrivare, quindi il problema dell’inquilino moroso non si pone, e l’immobile resta disponibile per te quando ti serve — a Natale, ad agosto, o il giorno in cui decidi di venderlo. Con un contratto agli studenti l’immobile è occupato per mesi, spesso proprio nelle settimane in cui la città vale di più.
Pulizie e biancheria le fanno squadre nostre, e in centro si vede
Pulizia e biancheria erano affidate ad aziende esterne e le abbiamo internalizzate: a ogni cambio ospite entrano in casa squadre nostre, e nel centro storico di Perugia non è un dettaglio da contratto. Fra zona a traffico limitato, salite e palazzi senza ascensore, il cambio fra un ospite e l’altro è la parte del lavoro che costa più fatica, ed è la ragione per cui la facciamo con persone nostre invece di appaltarla.
Lo abbiamo fatto per due ragioni concrete, tenere alta la qualità a ogni passaggio e lasciare più margine al proprietario. È la differenza che vale la pena verificare in chiunque tu stia valutando in città, perché tutti promettono pulizia professionale e cambio biancheria a ogni soggiorno, ma pochi dicono chi li esegue davvero. Insieme alle pulizie restano nostri il rifornimento dei beni di prima necessità, il controllo dell’immobile dopo ogni check-out e la manutenzione ordinaria, dai controlli stagionali alle piccole riparazioni.
Le tariffe a Perugia si muovono su tre livelli
Il fondo regolare della città, il giorno della settimana e l’evento: sono i tre livelli su cui si muove il prezzo di una notte a Perugia. La città ha un turismo culturale che riempie i fine settimana, un flusso universitario e congressuale che tocca l’infrasettimanale, e alcune settimane l’anno in cui i due si sommano e la disponibilità sparisce del tutto.
La gestione di un Airbnb a Perugia non è pubblicare una scheda e aspettare: l’annuncio lo gestiamo noi, su Airbnb e su tutti i portali su cui il tuo immobile ha senso — fotografia, testo multilingua, tariffe riviste sul calendario vero della città e calendari tenuti allineati fra le piattaforme. La sincronizzazione serve a un motivo molto pratico, evitare le doppie prenotazioni e le penalità che i portali applicano a chi cancella. In ogni annuncio compare anche il codice identificativo, perché senza quello l’annuncio è irregolare.
Che si tratti di un appartamento in centro o di una seconda casa fuori porta, la gestione delle case vacanze a Perugia segue le stesse regole e le stesse scadenze: cambiano la tariffa e il calendario, non gli adempimenti.